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DAWN, le prime immagini della seconda surveyorbit

Lo spettrometro italiano VIR ha catturato lo scorso 16 maggio una porzione dell’emisfero nord del pianeta nano realizzando una foto a colori e una a temperatura

Dopo aver concluso la fase di crociera lo scorso 3 giugno, le nuove immagini ottenute da DAWN tornano a mostrare la superficie di Cerere con grande accuratezza.

Gli ultimi scatti (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA) sono stati effettuati durante la seconda delle tre surveyorbitpreviste  hanno una risoluzione di 410 metri per pixel e sono stati realizzati da una distanza di 4.400 chilometri.
La regione che evidenzia il maggior numero di macchie luminose è un cratere che misura circa 90 chilometri. La serie di macchie è costituita da tanti punti di varie dimensioni con un raggruppamento centrale. Finora, gli scienziati non hanno trovato una spiegazione certa sulla posizione esatta o sul livello di luminosità.

A questi ultimi scatti si aggiungono quelli del 16 maggio realizzati da VIR-MS, lo spettrometro italiano a bordo della sonda, che mostrano una porzione dell’emisfero nord di Cerere.

Le immagini includono una foto a colori e una a temperatura. Quest’ultima è stata ottenuta da dati nel range dell’infrarosso: le zone più chiare sono quelle più calde mentre quelle più scure sono più fredde. Le osservazioni di VIR saranno fondamentali anche  per determinare la natura delle macchie luminose.

“Le macchie individuate in questa particolare posizione rendono l’ambiente di Cerere unico nel suo genere – ha commentato Chris Russel PI di DAWN per l’Università della California – il team scientifico è al lavoro per comprenderne la fonte: l’ipotesi più probabile è che la luminosità sia causata da un riflesso del ghiaccio ma stiamo considerando anche altre possibilità come la presenza di sale. Saremo in grado di fornire maggiori dettagli sulla natura di questo fenomeno quando la sonda si immetterà nella nuova orbita”.

La vita operativa di DAWN prevede ancora sedici mesi, durante i quali la sonda si spingerà fino a 375 chilometri di distanza dal pianeta nano immagazzinando dati di ogni tipo. Al termine della missione nominale, NASA, ASI e DLR valuteranno le riserve di carburante ancora disponibili per prendere in considerazione l’estensione della missione.

L’Agenzia Spaziale Italiana ha coordinato e finanziato la realizzazione dello strumento VIR-MS grazie ad un accordo tra ASI e NASA, ed ha poi affidato la responsabilità scientifica all’INAF. VIR-MS, è realizzato da Selex Galileo, si trova a bordo della sonda insieme ad altri due strumenti: la camera fornita dal MaxPlankInstitute e lo strumento GRaND, realizzato da LANL-Los Alamos National Laboratories. Lo strumento VIR-MS fornisce immagini in 864 bande spettrali ed ha una risoluzione spaziale di 25m/pixel da una altitudine di 100km, l’intervallo spettrale si estende dall’ultravioletto (250nm) al vicino infrarosso (5000nm).

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